ANPI e Società

► Faremo a  fassela

“Fino a quando i fascisti continueranno a bruciare le case del popolo, case sacre ai lavoratori, fino a quando i fascisti assassineranno i fratelli operai, fino a quando continueranno la guerra fratricida gli Arditi d’Italia non potranno con loro avere nulla in comune. Un solco profondo di sangue e materie fumanti divide fascisti ed arditi. Il campo è ormai ben delineato e diviso: lavoratori da un lato, parassiti, energumeni ed aggressori dall’altro”
Argo Secondari, La Grande adunata degli arditi. La Costituzione di tre compagnie d’assalto, “Il Paese”, 29 giugno 1921.

domenica 18, h 17,00 al Circolo Arci di Manciano (Gr), torneremo a discutere di arditismo popolare, in relazione ai fatti della Tuscia, con le conseguenze che ebbero sul piano nazionale e gli inevitabili, drammaticamente puntuali, rimandi all’attualità. Introduce Franco da S. Quirico, la relazione, coadiuvata dalla proiezione delle immagini, si alternerà con le letture e le musiche di s.lla Laura e Giuseppe Pinzi.

 AntoniniArditi

► Per la 1ª volta a Viterbo, il CABLE STREET CALLING TOUR

Libro più concerto sabato 10 febbraio 2018, ore 17.30 – Underground, via della Palazzina, 1

Presentazione de
LA BATTAGLIA DI CABLE STREET
La Disfatta delle camicie nere inglesi e la nascita dell’Antifascismo militante europeo 
(Roma, Red star press, 2017)
di Silvio ANTONINI

Introduce Pierluigi ORTU, Presidente della Sez. Anpi Nello Marignoli di Viterbo 

Continua su lacitta

 

► Antonio Montinaro, agente della scorta di Giovanni Falcone

Questa mattina 31 gennaio 2018, presso il Cinema etrusco è stata svolta l’assemblea dell Istituto Vincenzo Cardarelli.

Per cominciare, grazie alla disponibilità e alla collaborzione di Gérôme Bourdezeau è stato possibile proiettare in sala un filmato su Antonio Montinaro, agente della scorta di Giovanni Falcone, ucciso dall’esplosione di 500 chili di tritolo.
La visione del video è riuscita a cogliere l attenzione di tutti i presenti grazie alle forti parole della moglie Tina, che non ha mai smesso di portare in giro per l’Italia la memoria delle vittime.

In seguito gli studenti hanno visto il film intitolato “L’ora legale” di Ficarra e Picone, una commedia che, dietro a tante risate, lascia spazio ad una profonda riflessione.
Viene messa in luce la difficoltà di cambiare in un paese del meridione quando la società non è accompagnata da un reale cambiamento dei comportamenti quotidiani delle persone.

Il dibattito post film è iniziato con l’esposizione dei risultati ottenuti di un questionario online somministrato agli studenti nei giorni precedenti, studiato e realizzato da noi rappresentanti con l aiuto della professoressa Brandi.

Per proseguire poi con una discussione abbastanza coinvolgente tra alunni e professori al fine di riflettere sui nostri comportamente che sfiorano l’ “illegalità” nella nostra realtà quotidiana.

Infine volevamo ringraziare Gérôme Bourdezeau e la professoressa Cinzia Brandi per aver dato un aiuto indispensabile per la riuscita di questa Assemblea.

 

► A SORIANO NEL CIMINO LA PROIEZIONE DEL FILM “RISVEGLIO”

SORIANO NEL CIMINO (Viterbo) – Venerdì 2 febbraio slle ore 21,15 presso lo Spazio Corsaro a Chia – Soriano nel Cimino, nell’ambito della Rassegna ” Il Cinema e le Sbarre “. Proiezione del Film ” RISVEGLIO ” di Pietro Benedetti e prodotto dall’ass. Real Dreams, sarà … Continua su tusciatimes

Il campione antifascista

Felicitazioni per l’imminente sortita di questo lavoro, ad opera dell’autorevole giornalista sportivo Massimiliano Mascolo, sul podista antifascista viterbese EDOARDO FERRUZZI. Una figura ricordata da Luigi Tavani nelle sue memorie pubblicate da Zolla e poi, a puntate, da “Viterbo oggi”, ove veniva approfondita con degli interventi, ormai una quarantacinquina di anni fa.

(Silvio Antonini)

Le dichiarazioni del presidente Anpi Enrico Mezzetti alla commemorazione degli ebrei deportati e assassinati durante la guerra

Viterbo – “Se la memoria non incide sul presente, allora la memoria non serve a niente. Gli italiani, in quel periodo, non sono stati affatto ‘brava gente’, ma in molti casi fascisti che hanno dato attuazione alle leggi razziali deportando altri italiani nei campi di concentramento e di sterminio”.

daTusciaweb


 

 ►Giornata internazionale della Memoria sabato 27 a Orte

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In una sala gremita, si è svolta sabato pomeriggio a Orte la Celebrazione della Giornata internazionale della Memoria. Ad aprire l’evento il saluto del Sindaco avv. Angelo Giuliani, che ha posto l’accento sull’importanza della Memoria, unico antidoto alla ripetizione di eventi nefasti. Giuliani ha anche sottolineato come alcuni movimenti che si rifanno a tempi profondamente bui della storia del nostro Paese trovino purtroppo fertile humus nei momenti di crisi, e di come sia quindi importante rimuovere le cause, di ignoranza ma soprattutto di carattere economico, all’origine di questi fenomeni. Il Sindaco si è inoltre dichiarato completamente daccordo sullapertura di un tavolo permanente volto a coinvolgere le Associazioni e i Partiti di Orte nellorganizzazione delle prossime Celebrazioni, a partire dalla ormai imminente Festa della Liberazione.

Hanno partecipato, attraverso i loro interventi e saluti, il Partito Democratico, l’AUSER di Orte, l’Associazione «P’Orte aperte», l’Associazione Carabinieri, il giornalista Stefano Stefanini e il militare reduce dai campi di prigionia Salvatore Federici, commosso e commovente come sempre«Teniamoci stretti la democrazia e i suoi valori» – ha detto Federici – «oggi troppi giovani non hanno neanche idea di quanto sia costato conquistarla».

A chiudere gli interventi quello del Presidente della Sezione di Orte dell’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), il quale, ricordando le recenti parole del Capo dello Stato e della neo Senatrice a vita Liliana Segre, ha ribadito l’impegno attivo, al di là della Memoria, di vigilanza e di condanna di un periodo storico funesto che non ebbe alcun lato positivo e non può essere minimamente giustificato o sdoganato. Dopo aver messo in guardia dal pericolo di sottovalutare, o di reputare tra gli episodi goliardici, recenti episodi di vandalismo e di razzismo, il Presidente dell’A.N.P.I. ha messo in luce le colpe di tutti, famiglie e scuola comprese, forse troppo timidamente dure non solo nella condanna ma anche nellapprofondimento di episodi storici negativi e delittuosi della storia del Paese.

Dopo un toccante canto ebraico dal vivo, un pubblico emozionato ha assistito alla proiezione del film di Brian Percival «Storia di una ladra di libri». L’attività della Sezione di Orte dell’A.N.P.I. «Tito Bernardini» (Martire ortano torturato dai nazifascisti e poi ucciso alle Fosse Ardeatine) proseguirà in settimana con la consegna della Costituzione agli studenti maggiorenni delle scuole superiori. A marzo, infine, gli studenti delle terze medie visiteranno il Sacrario delle Fosse Ardeatine.


I giovani del Liceo Scientifico di Ronciglione hanno ricordato ai cittadini di Ronciglione la Giornata della Memoria.

 Visualizzazione di Giornata della memoria-1.jpg  

Dalla Sezione di NEPI

Terminata la riunione presso la sala del Collegio molto partecipata sui temi della SHOAH, partendo da Corso Umberto I, in corteo, gli studenti del Liceo Scientifico di Ronciglione e l’Amministrazione comunale hanno deposto una corona di alloro all’ingresso del Vicolo del Ghetto, in memoria dello sterminio degli ebrei, che la furia nazista ha commesso e le leggi razziali del fascismo hanno permesso con la deportazione degli ebrei italiani.

Molti anni sono trascorsi da allora e aver ricordato con gli studenti tale evento va a titolo di merito della scuola di Ronciglione  e dei professori che li hanno accompagnati nell’apprendimento. E’ la prima volta che a Ronciglione ciò si verifica e siamo stati contenti nel vedere giovani che, con serietà e compostezza, hanno dedicato il loro pensiero a ciò che furono le deportazioni nei campi di concentramento e lo sterminio di uomini, donne e bambini.

Gli studenti del Liceo Scientifico, accompagnati dal Prof. Massimo Chiodi, assessore comunale alla Cultura, hanno offerto alla città di Ronciglione un momento esaltante e hanno anche a noi cittadini proposto il ricordo e l’insegnamento che ne deriva.

Prima fra tutti l’esigenza della convivenza pacifica tra tutti gli uomini.

Ancora oggi, nonostante le vicende storiche, c’è chi nega la SHOAH.

Ancora oggi, c’è chi alimenta odio verso altri esseri umani, colpevoli di cercare una vita dignitosa.

Ancora oggi, c’è chi fa differenza tra il colore della pelle e parla di razza bianca da preservare, dando seguito alle teorie della razza pura, come fecero i nazisti con la razza ariana.

Purtroppo, non vogliono comprendere che tutti gli uomini, siano bianchi, neri, gialli o rossi, fanno  parte dell’unica razza esistente sulla terra, quella umana e che i nazionalismi hanno solo procurato  guerre fratricide.

L’insegnamento oggi lo hanno dato a noi cittadini gli studenti del Liceo Scientifico, partecipando  attivamente all’assemblea e al corteo silenzioso, rotto solo dal lungo applauso al termine della manifestazione.

Una gioventù che, spesso a torto, riteniamo poco attenta alla storia e ai fatti che accadono nel mondo, ha dato invece prova di aver compreso a pieno la realtà del momento storico che si sta vivendo.

Coloro che parlano alla pancia della gente e che ancora pensano di alzare muri, di costruire barriere,  per vivere nelle loro torri d’avorio, non ci riusciranno.

I giovani del Liceo Scientifico di Ronciglione, oggi, hanno parlato alle nostre menti e dimostrato di voler conservare i valori sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza tanti anni fa e di volere un futuro migliore per tutta l’umanità. Oggi abbiamo appreso, con soddisfazione, che sapranno contrastare la edificazione di barriere artificiose, gli estremismi, le oppressioni.

I giovani sono per  un futuro fatto di ricerca della uguaglianza sociale, di solidarietà, di pace, di fraternità.

Raimondo Chiricozzi


 

OGGETTO: COMUNICATO STAMPA “LA CITTA’ CHE SUSSURRO’

Dalla Sezione di NEPI

I prossimi 21, 23 e 28 gennaio 2018 su Rai due, nell’ambito del “Sorgente di Vita” si ricorda la Shoah in pochi minuti di riflessione tratti dallo spettacolo “La Città che sussurrò”. Il lavoro teatro-musicale accompagnato dai disegni di sand art di Simona Gandola, è tratto dalla penna di Jennifer Elvrgren ed edito dalla casa editrice Giuntina. Lo spettacolo, itinerante ormai da circa due anni, riadattato dalla regia di Micaela Rovecchio, vanta le presenze di artisti quali Salvatore Di Russo al clarinetto con la collaborazione di Clelia Liguori cantante e voce narrante e Pietro Bentivenga alla fisarmonica. Il lavoro è stato voluto e realizzato dalla ODV art Consulting di Roma.

La proposta: abbiamo voluto realizzare un progetto didattico per parlare di Shoah attraverso un connubbio di espressioni artistiche- spiega Di Russo- qualcosa che unisse la musica alle arti visive. Parlare di shoah all’infanzia di valori universali, come l’uguaglianza e la solidarietà, ma in primis della pace e dell’anti-razzismo.


► In occasione della “ Giornata della Memoria 27 gennaio 2018”

Dalla sezione di NEPI:
Associazione culturale TangoEventi in collaborazione con ArtConsulting Onlus con il Patrocinio di A.N.E.D. ( Ass.Naz.Ex deportati nei campi nazisti),e
I.I.L.A. Istituto Italo Latino-americanoPresenta Incontro / Spettacolo“Raccontami una storia : .. E mi salvò la vita .“ Memorie e Tango Yiddish V° Edizione
da una idea di Fatima Scialdone e Salvatore Di RussoDomenica 28 Gennaio 2018 dalle 20.00 alle 24.00 Teatro delle Marionette di Accettella – Roma Via G. Genocchi 15 Tel 06.5139405

Incontro di storie di salvezza e tango Yiddish ,testimonianza di un “ Abbraccio Universale che unisce aldilà di ogni diversità, la musica del Tango eseguita nei campi di concentramento da orchestrine di detenuti per accompagnare alla morte i loro fratelli … come il Tango “Plegaria” dell’argentino E. Bianco nominato poi “ Il tango della morte” . Il tango l’espressione artistica più contaminata dell’Universo frutto di emigrazione di tanti popoli in Argentina.

Un incontro che vuole celebrare la Vita,quest’anno dedicato all’Infanzia Salvata dall’Olocausto e l’Infanzia da salvare

Un incontro di teatro , parole , musica e Tango Yiddish che vuole dar voce alla Pace ,e apre alla integrazione , dove ogni quadro , è introdotto e commentato dalla musica dal vivo del Duo musicale “MilongAires” Salvatore Di Russo – clarinetto,Pietro Bentivenga – fisarmonica, musicisti studiosi del Tango Yiddish , immagini proiettate di “ Sand Art” di Simona Gandola , voce di Clelia Liguori . 

Con la partecipazione dei bambini dell’Istituto Comprensivo Piaget Majorana del laboratorio teatrale di Fatima Scialdone . e “ Los Viajeros del’Abrazo “

Il Tango, patrimonio dell’Unesco , frutto di una contaminazione di migranti che produce un linguaggio senza confini e universalmente valido, unisce  temi, disagi e necessità in un “Abbraccio Universale”  aldilà del tempo, ma vivo e fondamentale nella Memoria.”

Partecipazione teatrale e regia di

Fatima Scialdone Direttore Artistico Ass. Cult. Tango Eventi

Si ringrazia per i contributi  al testo 
Fernando Pannullo 

Vittorio Pavoncello

Note :
L’evento ( dalle 20.00 alle 24.00 ) prevede un inizio a cura dei conferenzieri invitati che parleranno sul tema dell’Infanzia salvata , segue lo spettacolo , e si chiude con milonga in palco di Tango Yiddish aperta al pubblico tanguero

Serata a numero chiuso con prenotazione e prevendita info 339 8209385

Contributo 10 euroProgramma

Introduzione ore 20.00

Ospiti in palco

Ambasciatore Giulio Terzi di S. Agata ( già Ministro degli Esteri ) un contributo video

Virginia Piazza “testimonianza di bambina sopravvissuta all’Olocausto”

Lia Tagliacozzo scrittrice di libri dedicati all’infanzia sul tema della Shoah

Claudio Camarda “testimone salvato dalla strage dei desaparecidos”

Ore 20.30

Spettacolo in prosa musica e tango

“ Raccontami una storia … e mi salvò la vita “ Memorie e Tango Yiddish

Con Fatima Scialdone

Trio MilongAires :Salvatore Di Russo Clarinetto; Pietro Bentivenga Fisarmonica ; Clelia Liguori voce

Bambini dell’Istituto Comprensivco Piaget Majorana

Gruppo Viajeros dell’abrazo

Scenografia di “ Sand Art” di Simona Gandola

MILONGA IN PALCO A SEGUIRE sulle note del tango yiddish fino alla chiusura

Finalità

Quest’anno abbiamo scelto di parlare di Storie di Infanzia dell’Olocausto , avvalendomi della partecipazione dei bambini, perché il motivo che sottende a tutto il progetto da sempre è La Salvezza, e dunque oggi più che mai , la Memoria deve aiutarci al salvare chi sarà il futuro ossia : i bambini.

I bambini non sono politica, non sono territorio, i bambini non hanno razza … i bambini sono bambini e vanno salvati perché sono il futuro … i nostri bambini vanno educati alla comprensione e alla uguaglianza, e questo evento è solo l’inizio di un cammino che farò con i miei collaboratori verso una sensibilizzazione che per noi parte dall’ABBRACCIO UNIVERSALE DEL TANGO …

Un gesto, una musica , una parola …un abbraccio

Fatima Scialdone


► Sit-in davanti al Parlamento sabato 13 gennaio per la liberazione di Ahed Tamimi

Sabato scorso, 13 gennaio si è tenuto un sit-in davanti al Parlamento per chiedere la liberazione di Ahed Tamimi e di tutti i bambini palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane. Ahed Tamimi, la ragazza di 16 anni arrestata per aver schiaffeggiato due soldati israeliani, armati di tutto punto che si rifiutavano di lasciare il cortile della sua casa di famiglia nel villaggio di Nabi Saleh, vicino a Ramallah in Cisgiordania. E’ accusata di aggressione e istigazione alla rivolta, insieme alla cugina Nour. Rischia una condanna di molti anni Sua madre Nariman è detenuta per aver filmato l’incidente. 
L’episodio è avvenuto dopo che dei soldati, non lontano da casa sua hanno sparato in faccia a suo cugino quindicenne, ferendolo gravemente.
C’è una lettera del padre della ragazza, molto commovente, nella quale lo stesso dice di riporre molta fiducia nei giovani che stanno reagendo pacificamente a questo stato di assedio.
Tiziana Fabris
 
BASSEM TAMIMI: “PER MIA FIGLIA, SONO LACRIME DI LOTTA”
Il padre di Ahed Tamimi è fiero di sua figlia. Dice che lei è una combattente della
libertà, che nei prossimi anni, guideà la resistenza al regime israeliano
Bassem Tamimi – 29 dicembre 2017 – Haaretz
Anche questa notte, come tutte le notti da quando decine di soldati hanno invaso la
nostra casa nel mezzo della notte, mia moglie Nariman, mia figlia di 16 anni Ahed e
Nur, la cugina di Ahed, la passeranno dietro le sbarre. Anche se è il primo arresto di
Ahed, le vostre prigioni non le sono sconosciute. Mia figlia ha trascorso la sua vita
intera sotto l’ombra pesante della prigione israeliana – dopo le mie lunghe
incarcerazioni durante la sua infanzia, agli arresti ripetuti di sua madre, a quelli di
suo fratello e dei suoi amici, passando attraverso la minaccia implicita che
rappresenta la presenza permanente dei vostri soldati nelle nostre vite. Il suo
arresto, dunque era giusto una questione di tempo. Una tragedia inevitabile che era
in agguato.
Alcuni mesi fa, durante un viaggio in Sudafrica, abbiamo proiettato in pubblico un
video che documenta la lotta del nostro villaggio, Nabi Saleh, contro la dominazione
di Israele che ci è imposta. Quando la luce è ritornata, Ahed si è alzata per
ringraziare le persone del loro sostegno. Dopo aver notato che alcuni nell’assistenza
avevano le lacrime agli occhi, lei ha detto loro questo: “Noi siamo forse vittime del
regime israeliano, ma noi siamo anche fieri della nostra scelta di lottare per la nostra
causa, malgrado il costo che conosciamo. Noi sapevamo dove ci avrebbe condotto
questo cammino, ma la nostra identità, in quanto popolo e in quanto persone, è
ancorata nella lotta, e da essa trae la sua ispirazione. Al di là della sofferenza e
dell’oppressione quotidiana dei prigionieri, dei feriti e degli uccisi, noi conosciamo
anche il potere immenso che ci viene dalla nostra appartenenza ad un movimento di
resistenza: la devozione, l’amore, i piccoli momenti sublimi che vengono dalla nostra
scelta di rompere i muri invisibili della passività.
Non voglio essere percepita come una vittima e non concederei alle loro azioni il
potere di definire chi sono io e quello che sarò. Ho scelto di decidere da sola come voi
mi vedrete. Noi non vogliamo che voi ci sosteniate a causa di qualche lacrima
fotogenica, ma perché abbiamo fatto la scelta della lotta e perchè la nostra lotta è
giusta. E’ la sola maniera per poter smettere di piangere un giorno”.
Alcuni mesi prima di questi fatti in Sudafrica, quando lei ha sfidato questi soldati
armati dalla testa ai piedi, non si trattava di una collera improvvisa davanti alle gravi
ferite che Mohammed Tamimi, di 15 anni, aveva ricevuto proprio di fronte a lei,
soltanto a qualche metro, che l’abbia motivata. Non era più la provocazione di quei
soldati che penetravano nella nostra abitazione. No, quei soldati, o altri, identici
nella loro azione e nel loro ruolo, sono degli indesiderabili e degli intrusi nella
nostracasa da quando Ahed è nata. No. Lei, è rimasta là, davanti a loro, perché è la nostra
strada, perché la libertà non è data come un’elemosina, e perché a dispetto del suo
costo elevato, noi siamo pronti a pagarlo.
Mia figlia ha appena 16 anni. In un altro mondo, nel vostro mondo, la sua vita
sarebbe completamente differente. Nel nostro mondo, Ahed è una rappresentante
di una nuova generazione del nostro popolo, di giovani combattenti per la libertà.
Questa generazione deve condurre la sua lotta su due fronti. Da un lato, essi hanno
il dovere, sicuramente, di proseguire la sfida e la lotta contro il colonialismo
israeliano nel quale sono nati, fino al giorno del suo crollo. Dall’altro devono far
fronte, vento in poppa, al degrado di una politica stagnante e a questo degrado che
si è propagato tra di noi.
Devono diventare l’arteria vivente che farà rivivere la nostra rivoluzione, e che la
farà uscire dalla morte provocata da una cultura crescente di una passività inerente
a decenni di inattività politica.
Ahed è una di queste numerose donne che, negli anni che verranno, guideranno la
resistenza alla dominazione israeliana. Lei non è interessata ai riflettori attualmente
puntati su di lei a causa del suo arresto, ma ad un vero cambiamento. Lei non è il
prodotto di uno dei vecchi partiti o movimenti, e nelle sue azioni, lei invia un
messaggio: per sopravvivere, dobbiamo far fronte francamente alla nostra
debolezza e vincere le nostre paure.
In questa situazione, il nostro più grande dovere, mio e della mia generazione, è di
sostenerla e di lasciare il posto, di controllarci e di non cercare di alterare e
imprigionare questa nuova generazione nella vecchia cultura e nelle vecchie
ideologie nelle quali siamo cresciuti.
Ahed, nessun genitore al mondo desidera di vedere la propria figlia passare i suoi
giorni in cella di detenzione. Ciò nonostante, Ahed, nessuno può essere più fiero di
quanto io lo sia di te. Tu e la tua generazione, voi avete abbastanza coraggio,
finalmente per vincere. Le vostre azioni e il vostro coraggio mi riempiono di un
timore mescolato all’ammirazione e mi fanno salire le lacrime agli occhi. Ma
conformemente alla tua domanda, non sono lacrime di tristezza e di rimpianto, ma
piuttosto lacrime di lotta.

La Sezione A.N.P.I. di Orte «Tito Bernardini»

Con preoccupazione apprendiamo che il suolo pubblico di Orte è stato concesso sabato 20 gennaio ad attivisti di Casapound con l’intento di raccogliere firme in vista delle prossime elezioni politiche nonché di tesserare cittadini in vista dell’eventuale apertura di una sede in questo Comune.

Anche Orte, ha tristemente uno dei trucidati delle Fosse Ardeatine, sarà teatro di personaggi che parlano, alla pancia della gente, di italianità e del problema dell’immigrazione. Nessuno nega che esista questo problema, ma le soluzioni non sono né razziste né qualunquiste.

Pochi giorni fa qualcuno parlava di difesa della «razza bianca». Ebbene, gli organizzatori della raccolta di sabato, fascisti del terzo millennio, sono proprio gli eredi diretti di coloro promulgarono le vergognose leggi razziali, che per primi ebbero contatti con le popolazioni africane in nome dell’aberrante idea della costruzione dell’impero (trucidandone centinaia di migliaia, molti dei quali con i gas) e che condussero il Paese verso una guerra portatrice di 60 milioni di morti di cui 6 milioni nei campi di sterminio.

Evidentemente la politica, la cultura, la scuola, qualche colpa la hanno, se tutto ciò sembra dimenticato.

A una settimana dalla Giornata internazionale della Memoria, questo assembramento assume un significato ancor più grave e provocatorio. «Il fascismo non è un’opinione, è un crimine» diceva Giacomo Matteotti, ucciso nel 1924 dalle squadracce fasciste. Invece, paradossalmente, questa Democrazia, a dispetto della Sua Costituzione e delle Sue leggi successive, consente cittadinanza politica a coloro che della democrazia stessa sono la negazione, e che hanno rappresentato la pagina più buia della storia del nostro Paese.


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2017

► Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde : “ Persiste l’inadeguatezza dei sistemi di potabilizzazione. Abbandonare subito la captazione dell’acqua dal lago di Vico per tutelare la salute delle popolazioni di Caprarola e Ronciglione

16 novembre 2017

L’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde di Viterbo, nella persona della sua referente

nazionale dottoressa Antonella Litta, ha potuto acquisire solo nei giorni scorsi la documentazione relativa alle analisi e ai giudizi di potabilità sulla qualità delle acque erogate ad uso umano, nel periodo gennaio – maggio 2017 nei comuni di Caprarola e Ronciglione.

La documentazione, la cui richiesta era stata inviata il 12 maggio 2017, è stata resa disponibile dalla Asl di Viterbo solo nei giorni scorsi.

Da un attento esame dei documenti così acquisiti  e relativi al periodo sopra indicato si evince ancora il persistere dell’inadeguatezza e delle criticità  dei sistemi di potabilizzazione dei due acquedotti comunali e le ragioni che hanno imposto il mantenimento delle ordinanze di non potabilità delle acque per uso umano nei due Comuni circumlacuali.

L’Isde di Viterbo quindi, in relazione a quanto sopra riportato, ribadisce ancora una volta che, come sancito dal Principio di precauzione e in ossequio all’articolo 32 della Carta Costituzionale, il diritto alla salute e quindi il diritto all’approvvigionamento ad acque salubri e pulite, deve prevalere su ogni altro diritto privatistico e d’impresa e su ogni altro tipo di interesse.

L’Isde di Viterbo  ripropone di seguito  gli interventi necessari ed urgenti per avviare il risanamento dell’ecosistema del lago di Vico e tutelare così la salute delle persone e in particolare dei bambini:

–         cessazione della captazione di acqua dal lago di Vico e contestuale reperimento di fonti alternative di approvvigionamento idrico;

–         avvio in tempi rapidi  di una drastica riduzione, fino alla completa abolizione, dell’uso di fitofarmaci in tutta la conca del lago di Vico con riconversione al biologico di tutte le attuali forme di coltivazioni agricole in essa presenti;

–         costante controllo e periodica verifica di tutti gli scarichi fognari delle utenze private e pubbliche poste in prossimità del lago;

–         bonifica definitiva ed effettiva del deposito militare Nbc di Ronciglione;

–         intensificazione dei controlli di tutte le attività notturne e diurne all’interno e in prossimità della Riserva regionale del lago di Vico;

–         immediata installazione di impianti pilota per lo studio di una potabilizzazione extralacustre veramente efficace delle acque in relazione alle loro criticità e ricerca di nuove falde di captazione;

–         costante e approfondito monitoraggio di tutte le sostanze tossiche e cancerogene che possono contaminare le acque destinate a consumo umano, la fauna e la flora lacustre;

–         biomonitoraggio per sostanze inquinanti della fauna lacustre, della flora lacustre e  delle aree circostanti;

–         informazione ampia e diffusa ai cittadini, negli studi medici, nelle scuole, negli ambulatori della Asl e presso l’ospedale di Ronciglione;

–         inizio immediato di un monitoraggio di lungo periodo relativo allo stato di salute delle persone e in particolare dei bambini;

–         screening  gratuiti per le popolazioni esposte al cosiddetto “effetto cocktail” determinato dall’esposizione contemporanea a  più cancerogeni e sostanze tossiche presenti nelle acque del lago, anche se entro i limiti di legge, in particolare: cianobatteri, microcistine algali, arsenico, metalli pesanti e pesticidi.

Nota per la stampa a cura  dell’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde di Viterbo

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► Si è svolto dal 2 al 4 novembre 2017 presso la Casina Pio IV nella Città del Vaticano, l‘incontro “Health of People, Health of Planet and our Responsability. Climate change, Air pollution and Health” ovvero “ La salute delle persone, la salute del pianeta e la nostra responsabilità. Cambiamento climatico, inquinamento dell’aria e salute.” 

L’incontro internazionale è stato promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della Sanità e l’Istitute for Public Health dell’università di San Diego in California e ha registrato la presenza di esperti di vari settori dello studio e della ricerca provenienti da Europa, Asia ed Americhe.

Il convegno ha  messo in luce ancora una volta e attraverso la partecipazione, il confronto e l’apporto scientifico  di ricercatori, medici, economisti, sociologi, filosofi, rappresentanti religiosi e delle Istituzioni, le profonde e sempre più innegabili interconnessioni tra l’utilizzo dei combustibili fossili, l’inquinamento atmosferico e marino, il cambiamento climatico, la salute pubblica, la salute degli ecosistemi.

L’incontro ha preso in considerazione anche questioni di giustizia sociale e di etica, e la sempre più difficile sostenibilità ambientale e morale di un sistema di sviluppo economico-sociale, ormai  sempre più diffuso globalmente, che è fortemente incentrato sullo sfruttamento delle persone e delle risorse della terra, come evidenziato anche nella enciclica Laudato si’: “Non possiamo fare a meno di riconoscere che un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri”.

Nell’ultimo giorno sono state formulate, sulla base dei più recenti dati ed evidenze in campo scientifico, raccomandazioni da sottoporre direttamente a Papa Francesco e quindi ai leader di tutte le nazioni del pianeta, in modo che possano su queste raccomandazioni e indicazioni programmare loro azioni perché abbiamo come fine il bene e il benessere dell’intera umanità e del pianeta.

L’incontro è stato aperto dal discorso di saluto e benvenuto di Sua Eccellenza Marcelo Sánchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze.

Il professor, Joachin Von Braun, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, ha poi ricordato anche i compiti e gli obiettivi di studio e confronto che l’Accademia promuove

(http://www.pas.va/content/accademia/en/about/goals.html) . 

Il professor Veerabhadran Ramanathan, docente di Scienze dell’atmosfera presso l’Institution of Oceanography di Scripps e dell’Università californiana di San Diego, è stato il coordinatore scientifico del simposio.

Presente ai lavori anche il professor Carlo Rubbia premio Nobel per la fisica nel 1984 e senatore a vita .

La dottoressa Antonella Litta dell’Associazione italiana medici per l’ambiente- Isde ( International Society of doctors for the environment) ha preso parte ai lavori del simposio ponendo all’attenzione dei partecipanti la stretta relazione tra trasporto aereo, cambiamento climatico, inquinamento ambientale e danno alla salute.

Di seguito l’intervento della referente dell’Isde.

Nota per la stampa a cura dell’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde di Viterbo

Viterbo, 5 novembre 2017

Per comunicazioni:

Associazione italiana medici per l’ambiente  – Isde di Viterbo

isde.viterbo@gmail.com

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Antonella Litta

Medico di medicina generale, specialista in Reumatologia.

Referente nazionale e coordinatrice del gruppo di studio sul tema : “ Il traffico aereo come fattore d’inquinamento ambientale e danno alla salute” per l’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment).

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Contributo a sostegno delle ragioni etiche e scientifiche per la razionalizzazione  e riduzione del trasporto aereo

Il traffico aereo è una fonte importante di inquinamento ambientale e danno alla salute e in modo sempre più rilevante contribuisce ai cambiamenti climatici.

Si deve considerare che negli ultimi decenni il traffico aereo ha mostrato una fase di costante incremento, soprattutto per quanto riguarda  il settore del trasporto di merci e quello dei voli low-cost, solitamente legato  al turismo definito anche come turismo “mordi e fuggi”.

Secondo l’European Aviation Environmental, report 2016 (EAE), entro il 2030 il contributo del trasporto aereo alle emissioni di anidride carbonica-CO2 sarà di circa il 17% sulle emissioni totali di CO2 nel mondo.

Ogni giorno più di centomila aerei si alzano in volo inquinando i cieli.

Ci corre quindi l’obbligo di ricordare, in questa speciale occasione, ciò che Papa Francesco ha dichiarato nel suo discorso indirizzato ai partecipanti all’incontro “Economia di Comunione”  il 4 febbraio 2017.

Egli ha affermato: “Gli aerei inquinano l’atmosfera, ma, con una piccola parte del costo del biglietto, pianteranno alberi per compensare una parte dei danni creati“.

Purtroppo, il trasporto aereo, colpevolmente e raramente, viene incluso tra i settori nei quali intervenire  per ridurre l’inquinamento atmosferico e contrastare il cambiamento climatico, come purtroppo si registra nelle varie conferenze internazionali sul clima.

Sarebbe giusto e necessario invece includere azioni e interventi di riduzione e razionalizzazione del trasporto aereo nei piani di miglioramento della qualità dell’aria.

Infatti le emissioni prodotte dai motori degli aerei, alimentati con il cherosene (una miscela composta da diversi tipi di idrocarburi), sono generalmente simili per composizione a quelle generate dalla combustione di altri carburanti fossili ma contribuiscono fortemente all’effetto serra perché sono rilasciate direttamente nell’atmosfera, nella parte più alta della troposfera e in quella più bassa della stratosfera, e per questo risultano ancora più dannose per il clima.

La letteratura scientifica e gli studi sull’impatto ambientale e sui danni alla salute derivanti dal trasporto aereo sono disponibili ormai da diversi decenni e, in larga misura, evidenziano la sinergia tra gli effetti generati dall’inquinamento dell’aria e dall’inquinamento acustico sulla salute umana. 

Questi effetti, determinati dal trasporto aereo e da altre fonti di inquinamento, incrementano le malattie cardiovascolari, respiratorie, cronico-degenerative, immunologiche, metaboliche, neuroendocrine e neoplastiche e i disturbi neurocomportamentali.

Gli studi scientifici rilevano anche, nelle comunità che vivono vicino agli aeroporti, disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione nei bambini, e una netta riduzione della qualità della vita per compromissione del riposo notturno a causa delle operazioni aeroportuali svolte anche durante la notte.

Dobbiamo tener presente poi che l’inquinamento prodotto dal traffico aereo si va a sommare a quello prodotto da altre fonti di inquinamento, esponendo in particolare i bambini, gli adolescenti, le donne in gravidanza,  e così l’embrione e  il feto, al cosiddetto “effetto cocktail” che consiste nell’amplificazione e nella sinergia dell’azione patogena dei singoli inquinanti.

Questi elementi, anche a causa delle loro dimensioni microscopiche, superano con facilità tutte le barriere biologiche dell’organismo umano e interagiscono negativamente con l’epigenoma (il software del DNA), favorendo così tutte quelle malattie che stiamo osservando in grande aumento, nell’infanzia e nell’età adulta, in tutto il mondo e che potrebbero anche essere trasmesse alle future generazioni, attraverso alterazioni epigenomiche dei gameti.

È chiaro quindi che è assolutamente necessario ridurre l’esposizione a tutti gli inquinanti.

Ogni persona di buona volontà è chiamata a essere responsabile della protezione dell’ambiente, di tutte le specie viventi e dell’intera biosfera.

Per i medici e la comunità scientifica questa responsabilità è ancora più grande perché deriva dalla conoscenza.

Avere la consapevolezza che il traffico aereo rappresenta un fattore di rischio innegabile e danno per la salute e l’ambiente, ci deve far assumere la responsabilità di studiarne e monitorarne costantemente gli effetti.

Se vogliamo contrastare realmente i cambiamenti climatici dobbiamo confrontarci quindi con forza e chiarezza con le Istituzioni preposte perché siano adottati il prima possibile programmi e politiche di controllo e riduzione anche di questo tipo di mobilità altamente inquinante. 

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Bibliografia       

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► lunedì 23 ottobre ore 17, 30 sede di via dell’Orologio Vecchio 75d.

incontro “chiacchierata con D’Attorre”

art1

Lunedi 23 ottobre, alle ore 17 e 30, a Viterbo in Via Orologio Vecchio n. 75d, L’On. Alfredo D’Attorre e Art. Uno-MDP Coordinamento Provinciale di Viterbo hanno il piacere di incontrare i componenti delle associazioni sindacali, di categoria, di promozione sociale e la cittadinanza attiva ad un confronto   sul percorso che Art.1 MDP deve intraprendere sul nostro territorio, che possa individuare risposte possibili a una ripresa economica sofferente, in profonda crisi di rilancio.

Alfredo D’Attorre è stato eletto per la prima volta alla Camera nel 2013 nel gruppo PD. Attualmente è membro della Commissione Affari Costituzionali e della Giunta per il Regolamento. Nel novembre del 2015, per profondi dissensi è fuoriuscito dal Pd e, assieme ad altri ha contribuito a far nascere il gruppo Sinistra Italiana. Dal febbraio 2017, ha aderito al progetto di Art. Uno – Mdp.

ART. 1 MDP Coordinamento Provinciale

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► VITERBO, venerdì 20 ottobre 2017 presso il Circolo Arci IL COSMONAUTA Via dei Giardini n. 11 (Pianoscarano), dalle ore 18:00 alle ore 21:00,presentazione del libro “Gramsci & il Biennio Rosso. I Consigli di fabbrica a Torino”, con l’autore Remo Mazzacurati e l’editore Roberto Massari.

Copertina Libro (1)

Gramsci e il «Biennio rosso» .Vi è stato, anzi, un tempo, subito dopo la fine della guerra, in cui sembrava che i dominatori del mondo, cioè la classe dei proprietari, dei padroni, dei ricchi, stesse per venire travolta, come da una gigantesca ondata Ebbene, mentre le masse capivano assai bene che questa era la necessità del momento e con entusiasmo davano la loro adesione alle organizzazioni [sindacali] e al Partito [socialista], perché volevano essere guidate alla lotta, gli uomini che stavano a capo delle une e dell’altro non ne volevano sapere.» (A. Gramsci, «Il perché della scissione», in La Compagna, 13 maggio 1922)

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► Sabato 28 ottobre 2017, 0re 18,00 – circolo Arci Khorakhanè- Grosseto

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sabato 28 ottobre 2017, ore 18.00 Circolo Arci khorakhanè via Ugo Bassi, 62, Grosseto

Alle radici della Resistenza, canti e memorie – Alla scoperta degli Arditi del popolo, le prime formazioni antifasciste

 

Presentazione de

IL FASCIO SPEZZATO

Gli Arditi del popolo nella “ribelle irriducibile Civitavecchia”

di ENRICO CIANCARINI  (Roma, Red star press, 2016)

Ne discutono con l’autore

Flavio Agresti, Presidente del Cp Anpi, Norma Parenti

Silvio Antonini, documentalista e storico dei movimenti antifascisti e resistenziali 

Igor Camilli, Patria socialista 

Alessandra Di Tommaso, Presidentessa Sezione Anpi Delio Ricci, Montefiascone (Vt)

Franco Dominici, Storico, Consigliere del  Direttivo Sezione Anpi Pietro Casciani, Pitigliano

Enrico Luciani, presidente della Compagnia portuale di Civitavecchia

 

“La Resistenza non ha inizio l’8 Settembre 1943, bensì nel 1921”

Sandro Pertini

(recensione de Il Fascio spezzato: https://goo.gl/ihqEtx)

Per l’occasione, gli antifascisti grossetani consegneranno agli antifascisti civitavecchiesi la riproduzione della bandiera che i fascisti di Grosseto sottrassero agli Arditi del popolo di Civitavecchia, esatti 95 anni fa.

A seguire Concerto della Brigata Anarkanti – Canti popolari e di rivolta, da prima della Grande guerra agli anni Settanta del Novecento

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► Venerdi 10 novembre 2017 – Sciopero Generale – USB CONFEDERAZIONE COBAS E CIB UNICOBAS

I fascisti sono sempre stati uno strumento del capitale e anche in questa occasione stanno cercando di orientare la rabbia delle masse popolari non contro chi li affama, li licenzia, li lascia senza una casa o un lavoro ma contro chi, come loro, cerca di sottrarsi alla fame e alla miseria.

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► Venerdi 13 ottobre 2017 – ore 19,30 – Vasanello (VT)

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► Venerdi 13 ottobre 2017 – ore 17,00 – Sala conferenze della Provincia – via A. Saffi, Viterbo

libro

 

Troppe ingiustizie, troppa arroganza e troppa disuguaglianza hanno contrassegnato questi anni, in aperta violazione di una Carta costituzionale concepita per garantire diritti a tutte e tutti, per affermare la priorità dei beni comuni, per una democrazia progressiva e per il pieno sviluppo della persona. Il referendum del 4 dicembre 2016 ha riportato a votare tante italiane e tanti italiani, che si erano allontanati dal voto e dalla politica, anche per l’esigenza della difesa e della piena attuazione della nostra Costituzione: farla vivere è il mandato del referendum.

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► Giovedì 18 maggio 2017 a Faleria, presso il polo culturale dell’Ospedaletto nella Sala della  biblioteca comunale, si è svolta  un’assemblea pubblica di aggiornamento sulle attività  e le iniziative del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre

 

Giovedì 18 maggio 2017 a Faleria, presso il polo culturale dell’Ospedaletto nella Sala della  biblioteca comunale, si è svolta  un’assemblea pubblica di aggiornamento sulle attività  e le iniziative del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre.

I lavori sono stati introdotti da Nicola Rinaldi assessore alla cultura, si sono poi succeduti gli interventi di Famiano Crucianelli  presidente del Biodistretto, di Andrea Ferrante  per  l’Associazione italiana agricoltura biologica -Lazio, di Antonella Litta referente dell’Associazione Medici per l’Ambiente e di  Ovidio Profili agricoltore biologico  della fattoria Lucciano di Civita Castellana.

Tutti gli interventi hanno evidenziato l’importanza  di sostenere e promuovere l’agricoltura biologica, anche con leggi nazionali e regionali, ovunque e a maggior ragione nei  tredici Comuni aderenti al Biodistretto, quale strumento fondamentale per  contrastare le monocolture, foriere di danni agli ecosistemi ed impoverimento e inaridimento del suolo, per preservare la biodiversità, la bellezza e quindi il patrimonio storico culturale e paesaggistico del territorio viterbese e così l’ambiente e in primis l’acqua per quantità e potabilità, la salute  delle persone e degli agricoltori e la redditività  del loro lavoro su medio e lungo periodo.

Di seguito un estratto dall’intervento della dottoressa Antonella Litta.

“ La parola greca Bìos significa vita e allora un biodistretto deve essere un territorio dove, e a maggior ragione, si mettono in atto interventi ed azioni a tutela della vita, della salute delle persone e della salute dell’ambiente nel suo complesso, nel rispetto dell’articolo 32 della Carta costituzionale e in applicazione del Principio di  precauzione che fa obbligo alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire taluni rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente, facendo prevalere le esigenze connesse alla protezione di tali interessi sugli interessi economici.

Le attività dell’agricoltura intensiva e convenzionale con l’utilizzo di pesticidi, diserbanti e fertilizzanti chimici rappresenta una costante minaccia per la vita, la salute delle popolazioni, degli agricoltori e in particolare per la salute dei bambini e delle future generazioni.

La prima e vera prevenzione consiste non nella diagnosi precoce di una malattia ma nel non far ammalare le persone e questo può essere ottenuto riducendo  tutte le fonti di inquinamento dell’acqua, dell’aria, del suolo e del cibo e quindi anche con una agricoltura che rinunci subito all’utilizzo di sostanze di sintesi chimica utilizzate in forte misura anche nelle monocolture come quella della nocciola, sempre più diffusa nel territorio viterbese, a scapito di altre coltivazioni e con conseguente impoverimento dei suoli ed elevato consumo e rischio di inquinamento dell’acqua.

Con il termine generico di  pesticidi  si indicano tutte quelle le sostanze che interferiscono, ostacolano o distruggono organismi viventi (microrganismi, animali e vegetali) utilizzate nell’agricoltura intensiva di tipo industriale e che comprendono: diserbanti, fungicidi, insetticidi, nematocidi, erbicidi etc.

Si tratta per la maggior parte di sostanze tossiche, persistenti, bioaccumulabili che possono penetrare nella catena alimentare anche come multiresidui e che si possono riscontrare  perfino nei cordoni ombelicali e nel latte materno. Tali agenti hanno un impatto negativo non solo sugli organismi che vogliono contrastare e distruggere ma anche su moltissimi altri organismi viventi, interi ecosistemi, nonché sulle proprietà fisiche e chimiche dei suoli e sulla salute umana.

Attualmente, la massiccia diffusione di pesticidi nelle matrici ambientali – acqua, aria, suolo e alimenti- evidenzia un’esposizione biologica a tali sostanze e ai loro metaboliti le cui proporzioni devono essere seriamente ponderate in relazione ai loro documentati impatti negativi.

L’esposizione a “dosi piccole” ma prolungate nel tempo ovvero l’esposizione cronica è un problema che ormai non riguarda più solo le esposizioni professionali, ma l’intera popolazione attraverso il cibo, l’aria e l’acqua e rappresenta una preoccupazione di sempre maggior rilievo per la salute pubblica.

I danni provocati da questi composti possono variare in relazione alla tipologia delle molecole considerate, alla loro quantità, alla compresenza di più principi attivi in miscele, ai contesti ambientali in cui tali molecole si disperdono, e alla diversità degli organismi esposti.

Una mole davvero imponente di studi scientifici, condotti a cominciare dagli anni ’70, ha comprovato come l’esposizione cronica a pesticidi possa comportare alterazioni di svariati organi e sistemi dell’organismo umano quali quello nervoso, endocrino, immunitario, riproduttivo, renale, cardiovascolare e respiratorio. L’esposizione a  tali sostanze è pertanto correlata ad un incremento statisticamente significativo del rischio per molteplici patologie quali: neoplasie, diabete mellito, patologie respiratorie, malattie neurodegenerative (in particolare morbo di Parkinson, malattia di  Alzheimer, sclerosi laterale amiotrofica (SLA), malattie cardiovascolari, disturbi della sfera riproduttiva, disfunzioni metaboliche ed ormonali, specie a carico della tiroide. Particolarmente elevati sono i rischi per tumori del sangue. Anche nei bambini figli di agricoltori o comunque esposti a pesticidi aumenta il rischio di neoplasie, in particolare di linfomi, leucemie e tumori cerebrali. Particolarmente a rischio appare l’esposizione in utero: il rischio di leucemia infantile per esposizione residenziale è risultato il doppio dell’atteso per esposizione durante la gravidanza anche a pesticidi per uso domestico.

Tali rischi inoltre sono ancor più elevati se l’esposizione avviene nelle fasi più precoci della vita, a cominciare dal periodo embrio-fetale e proprio il cervello in via di sviluppo appare come un organo estremamente sensibile a tali agenti. Una recente revisione  della letteratura scientifica ha confermato che per esposizione in particolare a pesticidi organofosforici si registrano danni della sfera cognitiva, comportamentale, sensoriale, motoria, riduzione del  Quoziente Intellettivo e si evidenziano alterazioni specifiche negli esami di RMN cerebrale.

Alla luce di tutto ciò si rendono quindi necessarie scelte politico-economiche,auspicate ed indicate anche dalle più autorevoli istituzioni sanitarie come l’Organizzazione mondiale della sanità,  (ad esempio ordinanze sindacali di divieto dell’utilizzo di fitofarmaci e mense scolastiche ed ospedaliere  rifornite con prodotti biologici), e  scelte individuali di sani stili di vita che  possano generare importanti benefici per la salute pubblica.

Anche le drammatiche quanto emblematiche storie di molti bacini lacustri tra cui anche quello del lago di Vico, evidenziano la necessità di un rapido abbandono dell’agricoltura intensiva e chimica in favore di una agricoltura più sana, naturale, ecologica, rispettosa cioè della composizione e della vitalità dei suoli, della biodiversità e non asservita alle monocolture, che non inquini l’aria, l’acqua e quindi il cibo; una agricoltura  che sappia riappropriarsi delle conoscenze e dei saperi  acquisiti nel corso dei millenni di storia umana, ricominciando a produrre rispettando i naturali cicli della terra e insieme  la dignità del lavoro, tutelando così l’ambiente e la salute di tutti a cominciare proprio da quella degli agricoltori e delle loro famiglie”.

Viterbo, 19 maggio  2017

Per comunicazioni:

Associazione italiana medici per l’ambiente  – Isde di Viterbo

isde.viterbo@gmail.com

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► Mostra fotograficamostra1____________________________________

Si è svolto sabato 8 aprile 2017,  nell’aula Magna  della Clinica Pediatrica del Policlinico Umberto I dell’Università di Roma  “La Sapienza”, il convegno “Costruire  o ricostruire  una città: ad esempio Roma ”

Si è svolto sabato 8 aprile 2017,  nell’aula Magna  della Clinica Pediatrica del Policlinico Umberto I dell’Università di Roma  “La Sapienza”, il convegno “Costruire  o ricostruire  una città: ad esempio Roma ”.

Il convegno è stato dedicato alle analisi e alle proposte in tema di qualità dell’ambiente urbano per la città di Roma: inquinamento dell’aria, mobilità, energia, gestione dei rifiuti, conservazione e recupero delle aree verdi urbane, prevenzione  e controllo del dissesto idro-geologico, metodi alternativi all’uso di pesticidi e antinfestanti nella città, modelli di economia circolare, tutela della salute dei cittadini.

Al convegno, organizzato dalla sezione romana dell’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde, con il patrocinio del Comune di Roma, hanno preso parte il presidente della sezione dottor Roberto Ronchetti, professore emerito di pediatria della facoltà di medicina dell’Università di Roma “La Sapienza” e sempre per questa Associazione il dottor Ugo Corrieri,il dottor Carlo Romagnoli, il dottor Valerio Gennaro e la dottoressa Antonella Litta, per l’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale – Ispra  ha preso parte al convegno il professore  Massimiliano Pietro Bianco.

Al convegno sono intervenuti anche  l’assessora all’ambiente del Comune di Roma Pinuccia Montanari e l’europarlamentare Dario Tamburrano.

Invitato al convegno per illustrare la sua straordinaria esperienza quale commissario unico per la ricostruzione della città di New Orleans, dopo la devastazione causata dal passaggio dell’uragano Katrina, il professor  Edward Blakely, esperto di gestione dell’emergenza e docente di Urban Policy presso l’Università di Sydney.

La  dottoressa Antonella Litta è intervenuta sul tema: “ La qualità dell’aria, regolamentare …

ovvero  per migliorare la qualità dell’aria nelle grandi città come Roma occorre  ridurre drasticamente la mobilità su gomma insieme al trasporto aereo e abbandonare la produzione di energia da combustibili fossili” .

Di seguito un estratto dall’intervento della dottoressa Litta.

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Per  migliorare la qualità dell’aria nelle grandi città come Roma, a poco o a nulla servono le cosiddette giornate ecologiche, servono  invece interventi concreti: ridurre drasticamente la mobilità su gomma insieme al trasporto aereo e abbandonare la produzione di energia da combustibili fossili, questi  sono i provvedimenti urgenti  e concreti per migliorare la qualità dell’aria e per tutelare salute e ambiente.

Secondo  l’ultimo report dell’Organizzazione mondiale della sanità

( http://who.int/phe/publications/air-pollution-global-assessment/en/)  il 92% della popolazione mondiale respira aria inquinata e pericolosa per la salute e sono necessarie quindi azioni urgenti per affrontare l’inquinamento atmosferico.

Secondo Agenzia Europea per l’ambiente- EEA  nel report Air quality in Europe-2016  (http://www.eea.europa.eu/publications/air-quality-in-europe-2016), in Europa nel 2013 si sono registrate  520mila morti premature per inquinamento dell’aria, in Italia le morti premature legate all’inquinamento dell’aria sono state 91mila.

Preoccupanti e allarmanti i dati, per morti e ricoveri ospedalieri per cause cardio-respiratorie, nella popolazione di Roma esposta ad inquinamento da PM 10 come rilevato nello studio “Inquinamento atmosferico ed effetti sulla salute a Roma nel mese di dicembre 2015” (http://www.epiprev.it/articolo_scientifico/inquinamento-atmosferico-ed-effetti-sulla-salute-roma-nel-mese-di-dicembre-2015)  che evidenzia come l’impatto sanitario degli episodi di inquinamento si sommi agli effetti a lungo termine degli inquinanti.

E’ noto da decenni che la qualità dell’aria è di fondamentale importanza per la salute, infatti a maggiori livelli d’inquinamento atmosferico sono correlati incrementi evidenti non solo di malattie respiratorie e cardiovascolari, ma anche malattie cronico-degenerative, e tumori, specie del polmone.

Sono necessari interventi urgenti e non più rimandabili in grado di ridurre drasticamente la produzione e immissione in ambiente di anidride carbonica e altri gas serra e di sostanze nocive e tossiche, con particolare riferimento al particolato  fine ed ultrafine (classificato nel 2013  dalla Agenzia internazionale di ricerca sul cancro-Iarc come cancerogeno certo), agli idrocarburi policiclici aromatici, ai metalli pesanti, al benzene, alle molecole diossino-simili: tutti agenti potenzialmente mutageni e/o epimutageni  e quindi cancerogeni e teratogeni.

E’ indispensabile che in tutto il territorio nazionale siano ampliate le reti di monitoraggio della qualità dell’aria, con utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, in particolare nelle aree e nei distretti con presenza di  rilevanti fonti d’inquinamento: aree industriali, grandi poli di produzione energetica, città con elevato traffico veicolare, aree portuali e aeroportuali.

Devono essere realizzate politiche attive che riducano complessivamente la necessità di ricorrere ai processi di combustione, principali responsabili dell’inquinamento atmosferico urbano. Si tratta in primo luogo di attuare politiche urbanistiche volte sia alla riduzione del fabbisogno energetico degli edifici grazie al miglioramento della loro coibentazione ed all’aumento dell’efficienza energetica degli impianti di riscaldamento-raffrescamento, sia alla riduzione della necessità di ricorrere all’uso degli autoveicoli per la mobiltà urbana e quindi incentivare anche  il telelavoro e le videoconferenze.
Una migliore qualità dell’aria potrà essere garantita soltanto da una rapida trasformazione dell’intero sistema dei trasporti che permetta una drastica riduzione dell’immissione in atmosfera dei prodotti  derivanti dalla combustione di petrolio, gasolio, benzine e gas.

E’ necessario quindi disincentivare il trasporto commerciale su gomma ed incentivare il trasporto su rotaia e le cosiddette autostrade del mare per il trasporto di merci e persone nel rispetto delle normative vigenti e con l’utilizzo di carburanti meno inquinanti ;  ridurre il traffico automobilistico ed in particolare quello privato  nelle grandi e piccole città, che potrebbero così recuperare fascino, bellezza e condizioni di vita più salubri attraverso anche l’utilizzo di mezzi ad alimentazione elettrica e l’uso delle biciclette. Ciò può essere realizzato attraverso scelte urbanistiche che avvicinino i servizi – a cominciare da quelli amministrativi – alle residenze, riqualifichino e ripopolino i centri storici e ricostruiscano il tessuto di piccole attività artigianali e commerciali delle città, soffocato e distrutto da politiche orientate a privilegiare i grandi centri commerciali, responsabili, a loro volta, di una quota certo non trascurabile di traffico veicolare. Occorre migliorare le reti ferroviarie locali e nazionali, ma sempre nel rispetto delle peculiarità dei territori e dei diritti delle popolazioni interessate e sottoporre il traffico aereo a politiche di monitoraggio e riduzione.

Poiché il traffico aereo è attualmente responsabile  di una quota considerevole delle emissioni di anidride carbonica, è assolutamente indispensabile, anche per ridurre l’effetto serra, una netta riduzione e razionalizzazione del trasporto aereo insieme ad una moratoria per la costruzione di nuovi aeroporti e l’ampliamento di quelli già esistenti anche in considerazione della presenza degli oltre 100 aeroporti già  dislocati su tutto il nostro  territorio nazionale e degli evidenti  e gravi danni alla salute riscontrati nelle comunità che vivono in prossimità di sedimi aeroportuali.

Per quanto attiene alla salute umana i principali inquinanti generati dalle emissioni degli aerei sono: polveri – Particolato PM-, Monossido di carbonio, Ossidi di Azoto, Biossidi di Zolfo, Ozono, Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), in particolare Benzene.

Le popolazioni che vivono in prossimità di aeroporti pagano pertanto in termini di malattie e cause di morte correlate anche a questa particolare forma d’inquinamento il prezzo più alto di scelte che hanno spesso messo al primo posto solo il profitto di pochi invece che la salute dei cittadini.

In particolare anche negli studi internazionali e nazionali più recenti sono stati rilevati molti degli effetti sanitari già noti e generati dal trasporto aereo ovvero: malattie cardiovascolari, respiratorie, neoplastiche, disturbi della sfera neuro-comportamentale, disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione nei bambini, e una riduzione della qualità della vita per compromissione della qualità del sonno a causa delle operazioni aeroportuali svolte nelle ore notturne.

Migliorare quindi la qualità dell’aria  a Roma e nel Lazio significa quindi anche attuare una drastica riduzione dei voli sull’aeroporto di Ciampino e impedire ogni progetto di ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino.

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Viterbo, 9 aprile 2017

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SocialeBentivoglioScuolaItis

 

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Si è svolto sabato 25 marzo 2017, presso il Policlinico universitario Agostino Gemelli  dell’Università Sacro Cuore di Roma, il convegno: “Alimentazione è salute : l’importanza di un’alimentazione sostenibile e del benessere psicofisico per la prevenzione dei tumori”.

Il convegno è stato l’evento conclusivo del progetto “Alimenta il tuo benessere” che ha offerto un percorso di educazione alimentare attraverso incontri formativi, laboratori e attività pratiche; un progetto rivolto alle donneaffette da tumore del seno, alle donne sottoposte a trattamento chemio-radioterapico e più in generale alle pazienti che afferiscono al Centro Interdipartimentale di Senologia del Policlinico Gemelli, ai loro familiari e agli operatori sanitari.

Il Convegno ha  voluto focalizzare  l’attenzione sull’importanza dell’alimentazione biologica, che  insieme a corretti stili di vita e ad un ambiente sano, possono concorrere a ristabilire il benessere psicofisico anche nelle persone che si trovano ad affrontare patologie gravi come quelle del tumore mammario.

Relatori del convegno: il dottor Stefano Magno responsabile del Centro integrato di senologia, la dottoressa Daniela Terribile responsabile dell’unità delle donne ad alto rischio, la psiconcologa Stefania Carnevale, la dottoressa  Patrizia Pasanisi dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano e per l’Associazione italiana per l’agricoltura biologica- Aiab le dottoresse Cristina Grandi e Annalisa Gallucci.

La dottoressa Antonella Litta referente dell’Associazione italiana medici per l’ambiente- Isde (International Society of Doctors for the Environment – Italia)  ha presentato la relazione sul tema: “Qualità dell’ambiente e qualità dell’agricoltura: un  legame indissolubile a tutela della salute”.

Di seguito un breve estratto dall’intervento della dottoressa Litta.

 

“ La prima e vera prevenzione consiste non nella diagnosi precoce di una malattia ma nel non far ammalare le persone e questo può essere ottenuto riducendo le fonti di inquinamento dell’acqua, dell’aria, del suolo e del cibo e quindi anche con una agricoltura che rinunci subito all’utilizzo dei pesticidi e diserbanti.

L’agricoltura intensiva, quella che utilizza sostanze di sintesi chimica, ha avuto un grande sviluppo e diffusione soprattutto dal dopoguerra in poi e già alla fine degli anni 50 del secolo scorso ha mostrato una serie di effetti negativi sulla salute e l’ambiente oggi bene e ampiamente riconosciuti e documentati. Con il termine generico di  pesticidi  si indicano tutte quelle le sostanze che interferiscono, ostacolano o distruggono organismi viventi (microrganismi, animali e vegetali) utilizzate nell’agricoltura intensiva di tipo industriale e che comprendono: diserbanti, fungicidi, insetticidi, nematocidi, erbicidi etc.

Si tratta per la maggior parte di sostanze tossiche, persistenti, bioaccumulabili che possono penetrare nella catena alimentare anche come multiresidui e che si possono riscontrare  perfino nei cordoni ombelicali e nel latte materno. Tali agenti hanno un impatto negativo non solo sugli organismi che vogliono contrastare e distruggere ma anche su moltissimi altri organismi viventi, interi ecosistemi, nonché sulle proprietà fisiche e chimiche dei suoli e sulla salute umana.

In Italia il consumo di tali sostanze è tra i più alti d’Europa; nel nostro paese si utilizzano ogni anno circa 135.000 tonnellate di pesticidi, con una media di oltre 5 kg di principi per ettaro.

Attualmente, la massiccia diffusione di pesticidi nelle matrici ambientali – acqua, aria, suolo e alimenti- evidenzia un’esposizione biologica a tali sostanze e ai loro metaboliti le cui proporzioni devono essere seriamente ponderate in relazione ai loro documentati impatti negativi.

L’esposizione a “dosi piccole” ma prolungate nel tempo ovvero l’esposizione cronica è un problema che ormai non riguarda più solo le esposizioni professionali, ma l’intera popolazione attraverso il cibo, l’aria e l’acqua e rappresenta una preoccupazione di sempre maggior rilievo per la salute pubblica.

I danni provocati da questi composti possono variare in relazione alla tipologia delle molecole considerate, alla loro quantità, alla compresenza di più principi attivi in miscele, ai contesti ambientali in cui tali molecole si disperdono, e alla diversità degli organismi esposti.

Una mole davvero imponente di studi scientifici, condotti a cominciare dagli anni ’70, ha comprovato come l’esposizione cronica a pesticidi possa comportare alterazioni di svariati organi e sistemi dell’organismo umano quali quello nervoso, endocrino, immunitario, riproduttivo, renale, cardiovascolare e respiratorio. L’esposizione a  tali sostanze è pertanto correlata ad un incremento statisticamente significativo del rischio per molteplici patologie quali: neoplasie, diabete mellito, patologie respiratorie, malattie neurodegenerative (in particolare morbo di Parkinson, malattia di  Alzheimer, sclerosi laterale amiotrofica (SLA), malattie cardiovascolari, disturbi della sfera riproduttiva, disfunzioni metaboliche ed ormonali, specie a carico della tiroide. Particolarmente elevati sono i rischi per tumori del sangue. Anche nei bambini figli di agricoltori o comunque esposti a pesticidi aumenta il rischio di neoplasie, in particolare di linfomi, leucemie e tumori cerebrali. Particolarmente a rischio appare l’esposizione in utero: il rischio di leucemia infantile per esposizione residenziale è risultato il doppio dell’atteso per esposizione durante la gravidanza anche a pesticidi per uso domestico.

Tali rischi inoltre sono ancor più elevati se l’esposizione avviene nelle fasi più precoci della vita, a cominciare dal periodo embrio-fetale e proprio il cervello in via di sviluppo appare come un organo estremamente sensibile a tali agenti. Una recente revisione  della letteratura scientifica ha confermato che per esposizione in particolare a pesticidi organofosforici si registrano danni della sfera cognitiva, comportamentale, sensoriale, motoria, riduzione del  Quoziente Intellettivo e si evidenziano alterazioni specifiche negli esami di RMN cerebrale.

In Svezia, dove dal 1970 sono stati banditi alcuni tipi di pesticidi (clorofenoli ed erbicidi fenossiacetici), si è  registrato, a cominciare dagli anni ’90,  la riduzione dell’incidenza di linfomi non Hodking.  

Tutto ciò conferma che sia scelte politico-economiche (ad esempio ordinanze sindacali di divieto dell’utilizzo di fitofarmaci e mense scolastiche ed ospedaliere  rifornite con prodotti biologici), che scelte individuali di sani stili di vita possono generare importanti benefici per la salute pubblica. 

Anche le drammatiche quanto emblematiche storie del lago di Aral, in passato, e di altri bacini lacustri più di recente, evidenziano la necessità di un rapido abbandono dell’agricoltura intensiva e chimica in favore di una agricoltura più sana, naturale, ecologica, rispettosa cioè della composizione e della vitalità dei suoli, della biodiversità e non asservita alle monocolture, che non inquini l’aria, l’acqua e quindi il cibo; una agricoltura  che sappia riappropriarsi delle conoscenze e dei saperi  acquisiti nel corso dei millenni di storia umana, ricominciando a produrre rispettando i naturali i cicli della terra  e insieme  la dignità del lavoro, tutelando così l’ambiente e la salute di tutti a cominciare proprio da quella degli agricoltori e delle loro famiglie”.

Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde di Viterbo

Viterbo, 26 marzo 2017

Per comunicazioni:

Associazione italiana medici per l’ambiente  – Isde di Viterbo tel. 3383810091

isde.viterbo@gmail.com

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Smuraglia: “Il salvataggio di un condannato (in via definitiva), in Parlamento, è una sfida alla magistratura e scontenta i cittadini”

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Lotto marzo si è tenuta anche a Viterbo la manifestazione contro la violenza maschile, Non una di meno.

Un movimento che, partendo dall’Argentina, ha coinvolto più di quaranta Paesi in tutto il mondo. A Viterbo hanno partecipato: Ass.Erinna, Ass.Italia-Nicaragua Vt, Ass. Kyanos, Ass. Sans Frontiere, Ass. Battiti, Aucs, Casa dei Diritti Sociali della Tuscia, Centro Ricerca Pace e Diritti Umani, Fa(b)rica delle Donne, la Gattaruga e Sindacato Usb e molte singole.

 

Risorsa: Per una diversa narrazione della violenza sulle donne nei mass Media

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 ► La periodica reviviscenza (temporalmente breve) dell’attenzione sulla sicurezza del lavoro

Si è parlato, in questi giorni, sulla stampa nazionale, di sicurezza del lavoro, partendo da alcune notizie circa le morti sul lavoro, che non farebbero neppure notizia e non sarebbero considerate nelle statistiche. E’ ripartito, allora, il solito allarme periodico, sempre destinato a concludersi rapidamente, passando ad altro. Ricordo che quando si verificò la tragedia degli operai “bruciati”, in Piemonte, nella fabbrica della Von Thyssen, molti – anche sulla stampa e in TV – se ne occuparono con particolare attenzione, dicendo spesso che “dopo una vicenda di tal gravità, nulla sarebbe stato più come prima”. Invece, e come sempre, non cambia nulla, in concreto: qualche giorno di allarme e poi ricomincia la solita catena di infortuni, anche mortali, ma senza riuscire neppure a fare notizia. Ho visto che in questi giorni si è tornati a parlare anche degli interventi di tipo penale, magari con la previsione di un reato di “omicidio sul lavoro”, con pene assai elevate. Apprezzo le buone intenzioni; ma se il progetto andasse in porto ( cosa non facile ) avremmo l’omicidio “normale”, l’omicidio “delle donne che si rifiutano”, l’omicidio “stradale” e così via. Dubito molto che risultati concreti ci sarebbero, perché alla fine non è la moltiplicazione delle pene che spaventa e neppure la previsione, ogni volta, di un nuovo reato, dal momento che il problema vero è che la cultura della sicurezza e della prevenzione, in questo Paese, procede a scatti periodici, con qualche balzo improvviso e per il resto brillando per la sua totale assenza. Dopo molti anni di lavoro, anche in Parlamento, nel 2007, fu emanata la legge 3 agosto, n. 123 3 che conteneva un “Testo Unico” sulla sicurezza che pur non essendo perfetto, avrebbe dovuto rappresentare un vero sistema di interventi, non solo e non tanto punitivi, quanto e soprattutto prevenzionali. Quello che ci sarebbe stato da fare, vista l’entità del cambiamento, era – per tutti – di rimboccarsi le maniche e mettersi a lavorare per prevenire gli infortuni e le stragi sul lavoro, con un cambio deciso di mentalità e di cultura. Peraltro, meno di un anno dopo, entrò in vigore un provvedimento (9 aprile 2018) che invece di avere un carattere di specificazione applicativa, finiva per rappresentare, per alcuni aspetti, una restrizione proprio delle maggiori novità introdotte dal Testo Unico. Dopo di che non c’è stata né una grande applicazione, né una grande discussione, perché è sopraggiunta la crisi e il problema, nonostante la sua rilevanza, è finito in secondo piano. Il risultato è che gli infortuni, dopo una temporanea diminuzione, dovuta soprattutto alla mancanza di lavoro, hanno ricominciato a salire; e adesso si sono aggiunte, come ha scoperto la stessa stampa, le morti più o meno “invisibili” collegate alla crescente riduzione dei livelli di occupazione stabile ed alla crescita del lavoro nero. Giusto, dunque, l’allarme ma purché si punti prima di tutto sulla prevenzione e sui controlli e non ci si affidi solo ad una presunta efficacia della minaccia punitiva che – non solo da noi – appare spesso scarsamente efficace e frequentemente elusa in ogni forma, tra la distrazione e l’indifferenza generale, dalle quali ci si risveglia ogni tanto, salvo riprendere, dopo poco, il solito tranquillo, rassegnato, indifferente tran tran. Personalmente, ho sempre avuto fiducia, più che nella repressione penale (pur necessaria in un Paese come questo, dove c’è scarsa propensione per la legalità), nella prevenzione e nel rispetto delle misure previste dalla legge, dalla contrattazione, dalle stesse aziende e talora dagli organi di vigilanza. Se cade l’attenzione, se la prevenzione si riduce ad un simulacro, se gli organismi di controllo si riducono, anziché aumentare (non solo in termini di numeri, ma in termini di efficienza e preparazione), nuove previsioni rischiano di servire solo a produrre una fallace rassicurazione, tacitando le coscienze, che invece dovrebbero sentire il peso insopportabile di una collettiva responsabilità. Bisognerebbe essere tutti lì, idealmente, nei cantieri, nei luoghi di lavoro più o meno “ufficiali”, nella società, a ricordare e a ricordarsi che il valore del lavoro è consacrato nell’articolo 1 della Costituzione, la dignità del lavoro negli articoli 2 e 36, la sicurezza nell’articolo 41. Sono questi princìpi che hanno bisogno di attuazione e di oggettivo e fermo rispetto da parte di tutti. Altrimenti, le coscienze avranno la loro tranquillità e si occuperanno di altro, ma intanto di lavoro si continuerà a morire, al di là di quanto voluto e imposto dalla Carta Costituzionale.

Sorgente: Anpinews n. 234 – 14/21 febbraio 2017

 

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