Tarquinia

1.02.2021

Lettera aperta all’Assessora Tosoni del Comune di Tarquinia

Abbiamo avuto modo di leggere della Sua proposta di istituire un parco cittadino in memoria delle vittime delle Foibe e della Shoah.
È indubbio che i morti abbiano tutti diritto alla nostra pietà ed al nostro ricordo, soprattutto quanti furono vittime innocenti. Nel caso della Sua proposta, invero, è doveroso fare delle precisazioni storiche, affinché non passi un messaggio che, nell’accostare nel ricordo le vittime, cerchi di assimilare i loro carnefici e le motivazioni che li mossero.
La Shoah non nasce dal nulla; già nel 1925 il suo ideatore definisce “un male” l’ebraismo (Mein Kampf) e, una volta divenuto primo ministro tedesco, promulga subito le leggi razziali. Queste leggi, subito recepite dal regime fascista italiano, privano di diritti civili, politici e giuridici gli ebrei, molti dei quali finiscono nei “Konzentrazionslagers”, istituiti già nel 1933, assieme a comunisti, socialisti, zingari, omosessuali, disabili, prostitute. La persecuzione degli ebrei, che vede in quegli anni in Germania innumerevoli episodi di violenza e di eccidi, come la “notte dei cristalli” del 1938, sfocia nella “soluzione finale”, lucidamente decisa e pianificata a partire dal 1942 in tutti i territori allora occupati dall’esercito tedesco, compresa l’Italia, da cui partono verso la morte nei campi di sterminio, con il supporto delle istituzioni e delle milizie fasciste, migliaia di persone.
La Shoah fu il progetto ideato da un folle e poi realizzato con lucida e spietata determinazione, che mandò a morte milioni di innocenti.
I massacri delle Foibe furono degli eccidi che riguardarono militari e civili italiani, nelle zone del nostro confine nord-orientale, dal 1943 ad appena dopo la Seconda Guerra Mondiale. Lascito ed epilogo doloroso di un conflitto e delle tragedie che l’avevano preceduto e connotato in quelle zone. Già dopo la prima guerra mondiale l’Italia inglobò territori con forte presenza slovena e croata, costringendo quelle popolazioni ad un’italianizzazione forzata e brutale. Con l’occupazione militare nazifascista della Jugoslavia (1941/1943), venne attuata una politica di repressione degli slavi, anche grazie a campi di concentramento e sterminio ed a numerosi eccidi di intere popolazioni, comprese donne e bambini.

Quando le sorti della guerra si rovesciarono, furono i nostri territori ad essere occupati, con tutto il carico di crudeltà e di morti che connotano qualsiasi occupazione ad opera di un esercito prima nemico ed anche perché tanti di coloro che erano stati vittime si rivalsero contro i propri carnefici, coinvolgendo in questa rappresaglia anche tantissimi innocenti.
La Sua iniziativa, gentile Assessora, sarebbe molto più credibile e condivisibile ove fosse accompagnata da questa doverosa attestazione delle verità storiche, altrimenti può prestarsi a quella rivisitazione delle vicende del secolo scorso che tende ad annacquare le responsabilità e ad “assolvere” regimi storicamente colpevoli, ricorrendo alla enfatizzazione di deplorevoli e dolorosi episodi di guerra o di fine guerra commessi da chi combatté quei regimi, facendo passare il messaggio “tutti colpevoli, nessun colpevole”.
I regimi nazista e fascista nacquero e sedussero tanti loro cittadini con miti falsi e portatori di violenza, tra i quali il più nefasto fu l’esistenza di “razze superiori”, detentrici del diritto di essere padroni dell’esistenza, dei territori e persino della vita dei “popoli inferiori”.
La responsabilità per lo scoppio del secondo conflitto mondiale, iniziato (e preceduto), ricordiamolo, come guerra di aggressione verso nazioni libere ed indipendenti, e la responsabilità per la morte di oltre sessanta milioni di persone tra militari e civili, è ascrivibile esclusivamente a questi regimi ed a quello nipponico, autore a sua volta di politiche di aggressione, sottomissione e sterminio in Asia.
Furono questi regimi a creare il mostro della Shoah e di tutti gli altri orrori della guerra; furono questi regimi e le loro politiche di conquista e brutale sottomissione a
creare le premesse per il clima di violenza e rivalsa che, inevitabilmente, segnarono le fasi finali del conflitto.

Tarquinia, 30 gennaio 2021
Il Direttivo della
sez. Anpi “10 giugno 1944”
di Tarquinia (Vt)

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24.1.2020

TarquiniaIniziative2020

27.7.2019
Tarquinia – Lo annuncia il presidente dell’Anpi , Enrico Mezzetti – Questa sera al memoriale della Shoah in località Vigna del Piano la cena organizzata per ricordare e festeggiare la caduta di Benito Mussolini il 25 luglio 1943
“La pastasciutta antifascista di casa Cervi il prossimo anno anche a Pianoscarano”
Tusciaweb

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17.07.2019

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18.03.2019

Tarquinia

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07.01.2019

Politica – La neonata sezione dell’associazione partigiani si schiera a favore dei sindaci che si oppongono al decreto Salvini

L’Anpi di Tarquinia contraria al dl sicurezza

La sezione Anpi di Tarquinia, di recente costituita, intende esporre e rendere chiara la propria posizione in merito al decreto sicurezza, che sta entrando in vigore in questi giorni e che ha indotto tanti sindaci …

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4.12.2018

Inaugurazione Sezione ANPI “10 Giugno 1944” di Tarquinia

Tarquinia

Video sulla pagina di facebook

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COMUNICATO STAMPA

Il Comitato Promotore dell’istituzione a Tarquinia di una sezione dell’A.N.P.I.
(Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia) comunica che il 14 dicembre prossimo, alle 17, si terrà l’Assemblea Costitutiva della sezione 10 GIUGNO 1944 – Sezione ANPI del Comuna di Tarquinia

L’Anpi è un Ente morale che si propone di coltivare la memoria degli uomini che lottarono e morirono per liberarci dal nazifascismo e la custodia dei loro valori, presenti nella nostra Costituzione.
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La cerimonia si terrà nella Sala Consiliare del Comune;

parleranno:
– il sig. Roberto Sacconi, del Comitato Istitutivo Anpi Tarquinia

– il sig. Enrico Mezzetti, Presidente Provinciale dell’Anpi
– la sig.ra Anna Falcone, avvocatessa esperta in diritto costituzionale
– la sig.ra Teresa Blasi Pesciotti, poetessa
– il sig. Stefano Valentini, del Coordinamento Regionale Anpi
Al termine della cerimonia, i partecipanti saranno accompagnati a visitare Il Memoriale della Shoah presso la Cittadella, sede della onlus Semi di Pace.
Il Memoriale della Shoah di Tarquinia ospita un vagone merci del 1935, Il Treno della Memoria, uguale ai carri ferroviari utilizzati per la deportazione nei Lager nazisti, posizionato al centro di un percorso di siepi di alloro. Nel sentiero che si avvolge a spirale attorno al monumento è allestita la mostra permanente La Shoah in Italia. All’interno del carro ferroviario, la Parete dei Nomi ricorda gli oltre 8.000 deportati dall’Italia e dai territori annessi tra il 1943 e il 1945.

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Il Comitato Promotore della sezione ANPI invita alla cerimonia:

la Cittadinanza di Tarquinia

i Dirigenti Provinciali, Regionali e Nazionali dell’Anpi

il Commissario Straordinario ed i sub-Commissari del Comune di Tarquinia

il Prefetto di Viterbo

il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Tarquinia
i Dirigenti dei Comandi di Polizia e Guardia di Finanza di Tarquinia

il Presidente dell’Università Agraria di Tarquinia

Il Presidente di Semi di Pace

i Presidi e Dirigenti degli Istituti Scolastici tarquiniesi
i Dirigenti di Partiti e Gruppi politici di Tarquinia

i Rappresentanti di Tarquinia nelle istituzioni locali, Provincia e Regione

i Rappresentanti delle Associazioni Culturali di Tarquinia

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