Orte

21.11.2018

Dal Corriere di Viterbo

20181120Corr-VT-pg14

17.11.2018

tombe

AladinoLombardi

Sabato 17 novembre un autobus con 50 cittadini a bordo è partito da Orte per recarsi a Roma in alcuni importanti “luoghi della Memoria”.
Aladino Lombardi, Segretario Nazionale dell’A.N.F.I.M. (Associazione Nazionale Famiglie Italiane dei Martiri), attendeva i visitatori davanti al Sacrario delle Fosse Ardeatine, dove, il 24 marzo del ’44, 335 antifascisti – militari, oppositori politici, civili, religiosi – furono barbaramente trucidati dai nazifascisti. Questa fu la risposta scellerata a un atto di guerra, avvenuto il giorno prima a via Rasella contro l’occupazione di Roma: 10 italiani dovevano morire per ogni tedesco ucciso.
Nel seguire le parole commosse e commoventi di Lombardi, ci si è resi conto che una cosa è ricordare le Fosse Ardeatine, ben altra cosa è trovarsi nel luogo di quell’eccidio, avvenuto “soltanto” 74 anni fa. Tra le 335 vittime di quel massacro c’era Tito Bernardini, che a Orte era nato e cui l’A.N.P.I. aveva deciso, alla sua costituzione nel 2015, di dedicare la Sezione locale.
Nel pomeriggio la carovana si è spostata al Portico d’Ottavia (Ghetto ebraico), “rastrellato” dai nazifascisti il 16 ottobre del 1943: oltre mille persone (di cui 200 bambini) furono deportate nei lager: di queste, solo 16 fecero ritorno. L’ultimo sopravvissuto era Lello Di Segni, scomparso appena tre settimane fa.
In quel quartiere, una “pietra di inciampo”, una delle tante disseminate “in ricordo” nel quartiere rastrellato, ricorda ad esempio che Virginia Terracina, nata nel 1943, fu “arrestata” il 16 ottobre dello stesso anno (al massimo poteva avere dieci mesi!) e deportata in un lager.
Si è trattato di una delle tante iniziative che l’A.N.P.I. di Orte dedica frequentemente alla Memoria del proprio Paese, in un periodo buio e confuso come quello odierno. Sembra che da certe efferatezze siano passate migliaia di anni, eppure ci sono ancora testimoni a ricordare: essi ci dicono con forza che non è possibile abbassare la guardia; dimenticare fa correre il rischio che tutto si ripeta. Ci viene da chiederci: forse basterebbe un giorno al mese di lezione in quei luoghi per “vaccinare” gli studenti di oggi; per far capire quale bene prezioso sia la democrazia; per combattere fenomeni come populismo, fanatici nazionalismi, bullismo, e soprattutto il negazionismo.
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3.11.2018

comunicato di solidarietà all’USB e a Patria Socialista per la grave provocazione di questa notte.

Massimo Recchioni

Presidente Associazione Nazionale Partigiani d’Italia dI Orte

 

Cento anni sono passati ma non sembra sia cambiato molto. A cent’anni dalla fine di una guerra che fu, come tutte le guerre, un inutile massacro, ancora si “cavalcano” sentimenti come l”irredentismo, il populismo, il nazionalismo.

Non è bastata la lezione della Storia; non sono bastate le decine di milioni di morti che i nazionalismi e i fascismi hanno portato al mondo.

Questa notte la sede dell’USB di Viterbo è stata vittima di una provocazione chiaramente e dichiaratamente neofascista. Questo per aver organizzato, insieme a Patria Socialista, un evento sulla fine della Prima guerra mondiale!

Siamo tornati allo squadrismo e alle intimidazioni? L’A.N.P.I. di Orte esprime la piena e incondizionata solidarietà all’USB e a Patria Socialista. Il passato sia di fermo monito alle presenti e future generazioni. Questo Paese ha già dato; il mondo ha già abbondantemente dato!

Siamo certi che le Istituzioni faranno il loro dovere. Non ci vuole molto: ci sono disposizioni Costituzionali, leggi e modi per fermare squadrismo e aberranti “ideologie”.

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22 luglio 2018

Si e’ costituito il “Tavolo Antifascista di Orte”

Con la Resistenza finiva non solo la Seconda Guerra Mondiale, ma anche un lungo periodo, il ventennio fascista, culminato in una guerra costata oltre 60 milioni di morti, costellato di prevaricazioni dei forti contro i deboli e di continue violazioni dei diritti umani universali. Per evitare che tutto questo potesse un giorno riaccadere, i Padri Costituenti della Repubblica Italiana vollero fondare il nostro Paese sul chiaro principio dell’antifascismo. Riuscirono, così, a evitare la ricostituzione del Partito Fascista; purtroppo non riuscirono a impedire che movimenti e atteggiamenti fascisti continuassero a farsi largo tra la popolazione, a qualsiasi livello della vita economica, sociale, culturale e politica, specialmente nei periodi di crisi. La recente crisi economica, dalla quale si fa ancora fatica a uscire, non è stata esente da questi comportamenti di sopraffazione razzista, xenofoba, omofoba, sessista e classista nei confronti dei più deboli e dei «diversi» in generale.
Sono, ahinoi, assai lontani i tempi in cui il nostro popolo era considerato esempio di umanesimo, altruismo e solidarietà. 
Per questo alcuni partiti politici, associazioni sindacali e di volontariato, operanti da anni nel territorio di Orte, credono sia importante tenere alta la guardia: ANPI, AUSER, CGIL Civitavecchia-Roma Nord-Viterbo, MeetUp 5 Stelle, Partito Democratico e P’Orte Aperte hanno deciso la costituzione del «Tavolo Antifascista di Orte». Non un cartello politico, ma appunto un tavolo di coordinamento, nel tema specifico, sulle attività dei singoli soggetti (così come su quelle comuni) in due direzioni: l’individuazione e denuncia di episodi di prevaricazione identificabili come fenomeni fascisti; lo studio e la crescita culturale che contribuiscono alla prevenzione dei fenomeni stessi. Il «Tavolo antifascista» si propone, quindi, di esaminare criticamente i fondamenti che informano il nostro contesto sociale alla luce dei principi della Costituzione per favorire a livello del singolo cittadino la consapevolezza di comportamenti in contrasto con il nostro patto sociale.
È largo «l’abito» col quale il fascismo del terzo millennio si veste; in ognuna di queste sue esternazioni va individuato e combattuto: certamente con le leggi della Repubblica, che ci sono, ma anche con il coinvolgimento culturale dei cittadini, affinché la cultura antifascista e non violenta torni a essere pane quotidiano, bagaglio culturale e stile di vita di ognuno di noi. Il «Tavolo» si batterà, quindi, contro ogni forma di prevaricazione e di intolleranza, segni di immediato riconoscimento del nuovo fascismo, come lo furono del vecchio.
 
                                                                                                      T.A.O.
                                                                                    «Tavolo Antifascista di Orte»
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26 Aprile 2018

Si sono svolte il 25 Aprile a Orte le Celebrazioni per il 73mo anniversario della Liberazione dal nazifascismo.

25Aprile18ORTE

Un corteo, con le autorità, la Banda Comunale, i Gonfaloni e i cittadini si è diretto verso la piazza che un anno e mezzo fa è stata intitolata a Tito Bernardini, Partigiano e Martire ortano, trucidato il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine di Roma. La fase istituzionale, introdotta dalle parole del Sindaco, avv. Angelo Giuliani, e del Presidente della Sezione di Orte dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Massimo Recchioni, è proseguita con il commosso ricordo di Salvatore Federici – Presidente onorario dellA.N.C.R. (Associazione Nazionale Combattenti e Reduci) – internato dopo l’8 settembre 1943 in un campo di prigionia in Germania. Sono seguiti i saluti delle diverse Associazioni che operano nel territorio e la deposizione di una corona di fiori al Monumento a Tito Bernardini.

L’Associazione interculturale P’Orte Aperte ha inoltre donato, sia al Sindaco che all’A.N.P.I. di Orte, una copia di litografia numerata di unopera sulla Costituzione eseguita dallArtista Pietra Barrasso.

La parte «non istituzionale» della Festa, con la partecipazione determinante della Pro Loco, è proseguita con un torneo di basket, animazione per bambini da parte della Croce Rossa, rappresentazioni teatrali e musicali. Tutto questo, durante larco dellintera giornata, alla presenza di stand informativi delle diverse Associazioni, di bancarelle di artigianato, gastronomia e di altro tipo.

In sottofondo, pur nella festa, un monito a non dimenticare; le parole del Padre Costituente Pietro Calamandrei «La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto valga solo quando comincia a mancare».
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20 Aprile 2018

Mercoledi’ 25 Aprile, 73mo anniversario della Liberazione del Paese dal nazifascismo, si svolgera’ a Orte l’omonima Festa, che torna, dopo troppi anni di assenza, per il terzo anno consecutivo.
L’evento – del quale il Comune cura la parte istituzionale nella mattinata, alla presenza del Sindaco, delle Autorita’ e della Banda musicale – e’ stato curato dalla Sezione di Orte dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia in collaborazione con la Pro Loco e durera’ tutta la giornata.
Ci saranno momenti di intrattenimento per grandi e piccoli: un torneo di basket, bancarelle, stand gastronomici, tavoli informativi delle tante Associazioni che da sempre operano nel territorio ortano. A seguire momenti musicali, di intrattenimento teatrale e altro.

Una corona di fiori verra’ posta al monumento al cittadino ortano, Partigiano e Martire delle Fosse Ardeatine Tito Bernardini, al quale sono state intitolate sia la Sezione ANPI di Orte che la piazza – nella zona campi sportivi – dove dalle 10 alle 19 si svolgera’ l’evento.

 

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15 Marzo 2018

Il 15 marzo, su iniziativa della Sezione A.N.P.I. di Orte, 90 studenti di Orte si sono recati a visitare le Fosse Ardeatine e il Ghetto ebraico di Roma.

fa2E’ stata una giornata costruttiva e commovente. Gli studenti hanno reso omaggio alle tombe dei 335 Martini, tra i quali quella dell’antifascista ortano Tito Bernardini, cui sono state dedicate sia le Sezione di Orte che, su iniziativa della stessa, una piazza del paese.
Nel primo pomeriggio il gruppo, su due pullman, si e’ trasferito nel Ghetto ebraico di Roma, dal quale, il 16 ottobre 1943, oltre 1.000 persone furono rastrellate e condotte a forza nei lager.
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